Recensione: Le ventisette sveglie di Atena Ferraris

La Regina italiana del cozy crime, Alice Basso, è tornata con una nuova straordinaria protagonista e un nuovo libro: Le ventisette sveglie di Atena Ferraris e noi siamo tornate con una nuova recensione.

Dopo Vani la Ghostwriter e Anita la Dattilografa, siamo felici di presentarvi Atena, una Creatrice di enigmi e cruciverba.

Come sempre la saga sarà composta da 5 libri, e in questo primo volume, per colpa di un fratello che non trova l’ispirazione per il suo libro e che si iscrive a una scuola di magia, Atena dovrà indagare sulla scomparsa (o peggio) di una ragazza, avvenuta proprio durante le prove di un trucco di magia.

È difficile parlarvi di lei senza fare spoiler ma posso dirvi che è speciale, intelligente, interessante e che per come sono fatta mi ci sono subito affezionata ed è stato facile entrarci in empatia (forse non sarà così per tutti ma piano piano vi conquisterà). Per farvi capire somiglia più a Vani che ad Anita, ma posso assicurarvi che è un personaggio a sé stante, complesso, intrigante e non una mera copia della sua predecessora.

Per questa protagonista e per questo libro la scrittrice ha fatto un grande studio, cosa che è evidente nelle pagine. Tratta tutto con sensibilità e chiarezza, non posso dirvi altro perché ogni cosa è uno spoiler!
Posso però dirvi che a distanza di giorni, una volta concluso il libro, mi sono ritrovata a continuare a pensare ad Atena.
Anche gli amici che la aiuteranno con il caso sono affascinanti, soprattutto un certo ragazzo…

Lo stile di scrittura di Alice Basso è sempre scorrevolissimo e coinvolgente, ricco di tanta ironia e in grado di far emozionare.
Un’aggiunta carinissima a questo romanzo è stata quella, vista la passione della protagonista, di inserire dei piccoli enigmi/anagrammi/giochi di parole collegati a quanto avviene nel capitolo, che il lettore può provare a risolvere. È stato molto divertente spremersi le meningi per sciogliere gli enigmi oltre che per cercare di chiarire il colpevole.

Parlando della parte crime, come spesso accade nei libri di Alice Basso, ci troviamo davanti a un caso insolito, con svolte inaspettate e con un colpevole non banale.
E a proposito di questo, a un certo punto i nostri personaggi si troveranno in un commissariato di polizia di Torino e ci sarà un cameo dalla prima saga dalla scrittrice (ma non quello che pensate voi), molto carino anche se a quel punto ho trovato un pezzo di storia che non mi ha convinto del tutto. Da una parte siamo state felici che le cose siano andate in quel modo dall’altra però non è stato molto realistico e ha creato un po’ una sbavatura, ma tranquilli niente di grave, ci siamo sentite come Atena in quelle pagine e non sappiamo se forse l’intento di Alice Basso fosse proprio quello!

Divertente invece l’introduzione dell’Eufemismo, dovete leggerlo per capire il perché di questo soprannome, un ragazzino scontroso e impiccione con cui la protagonista si scontrerà in dei simpatici siparietti. Sono curiosa di sapere dove porterà questa sottotrama.

Il finale funziona bene, con delle scoperte inattese (quella della protagonista io l’avevo capita già dalla trama ma se non si è a conoscenza dell’argomento può risultare non banale), è molto autoconclusivo, perché il secondo libro avrà un’ambientazione del tutto diversa.
Mi raccomando leggete anche la postfazione, perché è molto interessante, informativa e potrà essere utile a togliervi alcuni dubbi se non sapete molto della tematica che vi dicevo prima.
Alice Basso ha sfornato ancora una volta un capolavoro e non vediamo già l’ora di leggere la sua prossima creazione.

Con così tante cose da dire sicuramente ci saremo dimenticate qualcosa quindi parliamone insieme nei commenti.
Vi è piaciuto? Avete letto le sue saghe precedenti? Quante sveglie avete attive nel cellulare?

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