radicalized è il nuovo libro di Cory Doctorow, disponibile da ieri in italiano. Pronti per la recensione?
radicalized contiene una raccolta di racconti con elementi fantascientifici. Anche se il sottotitolo è : quattro storie dal futuro gli argomenti trattati sono estremamente attuali, soprattutto in America (sono ambientati lì).
Si parla di razzismo ed emigrazione, del divario tra ricchezza e povertà, di assistenza sanitaria inadeguata, abusi di potere da parte della polizia, di pandemia, di tecnologia e supereroi.
Le storie sono ben scritte ed hanno uno stile scorrevole e coinvolgente: avvenimenti emozionanti, svolte inaspettate e personaggi interessanti.
Vi faranno indignare per le ingiustizie del mondo e vi porteranno a riflettere sul peso e sull’importanza delle scelte che facciamo e sulle loro conseguenze.
I racconti hanno una giusta lunghezza e riescono ad avere una loro completezza, non sono collegati gli uni agli altri ma hanno come filo conduttore una visione non rosea del futuro che potrebbe attenderci.
Ho apprezzato particolarmente il primo e l’ultimo anche se questo, a fine lettura, mi ha lasciato una grande angoscia.
Nonostante le scene cruente e i tristi avvenimenti, lo scrittore lancia anche un messaggio di speranza.
Ve lo consiglio!
Spero di leggere presto altro di Cory Doctorow, perché adoro il suo stile di scrittura e i temi che tratta.
Vi piace questo genere di libri? Lo state leggendo? Preferite i romanzi o i racconti?
Bad habits. La parola proibita è un libro young adult scritto da Flynn Meaney. Questa è la mia recensione.
Alex è un femminista super tosta che studia in una scuola cattolica, il bigottismo e le regole severe del liceo le stanno strette e decide di farsi espellere, ma niente di quello che fa è abbastanza.
Quindi decide di sconvolgere tutti mettendo in scena uno spettacolo teatrale ispirato a: I monologhi della vagina. Perché la parola vagina, spaventa tutti: gli insegnanti super religiosi, le suore, il preside e i ragazzi.
Però più va avanti con il suo piano e più la protagonista si accorge che non lo sta facendo per farsi espellere…
Bad habits è stata una lettura avvincente e scorrevole, molto divertente e capace di trattare temi molto sensibili e importanti per il pubblico adolescente a cui si rivolge, mettendo in risalto le varie facce della medaglia.
Si parlerò di sesso, ma non solo, vagine, assorbenti e stereotipi sono i coprotagonisti del libro, che non punta ad essere hot ma a far riflettere sulla consapevolezza della propria sessualità, sull’importanza di essere liberi nelle proprie scelte, sul bisogno di dare ai ragazzi una giusta educazione sessuale, sul non giudicare gli altri e sulle discriminazioni di genere.
Ci sono anche tanti i riferimenti a Harry Potter e ad altri libri e serie tv, che fanno entrare ancora più in sintonia con la protagonista.
Nonostante la storia sia raccontata solo dal punto di vista di Alex, la scrittrice crea diversi personaggi interessanti per esprimere i vari punti di vista sull’argomento e per far capire che anche la migliore delle idee non può essere presa come verità assoluta, e che il dialogo e il confronto con pensieri diversi sono necessari per crescere in modo intelligente.
Tutto questo con uno stile ironico e brillante che tiene incollati alle pagine e mette in risalto quanto siano ridicoli certi tabù sull’argomento.
Dal romanzo verrà tratta anche una serie tv, che guarderò con piacere.
Voi lo avete letto? Vi è piaciuto come sono stati trattati questi argomenti? Siete più come Alex o come la sua amica Mary Kate?
Il regno capovolto è il nuovo libro di Marie Lu. Un retelling in chiave fantasy della storia dei fratelli Mozart.
Tutti conoscerete Wolfgang Mozart ma cosa sapete di Maria Anna Mozart?
Entrambi sono stati dei bambini prodigio, con un meraviglioso talento musicale e fin dalla tenera età hanno suonato in moltissime città europee davanti a Cortigiani, Regine e Re.
Ma uno dei due viene ricordato e l’altra no. Perché?
La scrittrice ha unito episodi di vita vera di questi famosi musicisti ad un contesto fantasy: un mondo popolato da mostri, principesse, fate, orchi e castelli incantati.
Il risultato è una storia molto carina dove vengono fatti vedere tutti gli aspetti di un rapporto tra fratelli: l’amore, i litigi, l’ammirazione e la gelosia, tutti sentimenti che chi legge può capire e magari ha provato in maniera lieve.
Vengono messi in risalto gli aspetti più spietati dell’animo umano, creando dei personaggi che non risultano buoni ma veritieri.
A questo si aggiunge una critica alla società e alla diseguaglianza tra uomini e donne, in questo caso nell’ambito della musica, nel quale una ragazza non può diventare una compositrice, ma che è lo stesso anche in altri campi.
I due protagonisti sono trattati in modo storicamente corretto e questo rende Il regno capovolto molto interessante.
La musica ha un ruolo importante nella storia, ma la scrittrice non scende mai in dettagli troppo tecnici, che possono annoiare o confondere il lettore che non è dell’ambiente.
Le descrizioni sono ben fatte e lo stile è molto raffinato, anche se il libro inizialmente risulta un po’ lento, ma poi acquista più ritmo, la parte fantasy si fa più rilevante e gli avvenimenti più avvincenti.
Marie Lu è la regina dei finali agrodolci, e anche in questo caso, abbiamo una conclusione ben costruita che non risulta banale, niente vissero tutti felici e contenti ma qualcosa di più reale, e per questo anche più triste.
La regina degli scacchi è un libro di Tevis Walter, da cui è stata tratta l’acclamatissima serie tv su Netflix. Questa è la mia recensione.
Il libro era già stato pubblicato ma non si trovava più. Grazie a Mondadori da domani sarà di nuovo disponibile, in un’edizione con la cover che richiama il poster della serie.
Il titolo originale è: The Queen’s Gambit, che è un riferimento ad un tipo di apertura usata nel gioco: il Gambetto di Donna, sarebbe stato carino averlo anche nell’edizione italiana.
La storia racconta la vita di una bambina prodigio degli scacchi, orfana, di nome Beth Harmon, dai suoi otto anni ai ventidue, mentre lotta contro la dipendenza da alcol e psicofarmaci nel tentativo di diventare un grande maestro di scacchi.
Mentre guardavo le puntate della serie ho scoperto due cose: non è tratta da una storia verama da un libro, e mi è subito venuta voglia di leggerlo, anche se avevo qualche dubbio: le partite sarebbero state interessanti anche senza vedere le mosse? (così ben realizzate graficamente nella serie) la protagonista sarebbe stata così speciale anche senza la performance magnetica di Anya Taylor-Joy?
I miei dubbi si sono rivelati infondati, la storia funziona molto bene anche come libro.
Risulta molto scorrevole ed appassionante, grazie ad un’ottima scrittura e a periodi e capitoli abbastanza brevi.
Delle partite vengono descritte le mosse iniziali, le aperture e le varianti famose, poi viene spiegato in modo meno specifico gli altri movimenti principali sulla scacchiera.
È difficile capire le mosse fatte dai giocatori? Si, ma non è così importante farlo, ciò non renderà la storia noiosa ne farà perdere l’adrenalina che si crea durante il gioco. Più che le mosse quello che viene comunicato molto bene, fino a farle provare allo stesso lettore, sono le emozioni: la gioia per un trucco ben riuscito, la paura di perdere, il panico che blocca la mente, il sollievo e la delusione.
Il personaggio di Beth è molto interessante così come vedere il delicato equilibrio tra il suo talento e la dipendenza, nonostante abbia una vita e problemi molto diversi da quelli che ha la maggior parte di chi legge, ci si affeziona subito a questa strana bambina e molte volte si proverranno dei sentimenti molto forti che per un attimo faranno dimenticare che è un personaggio di un libro.
Il finale mi è piaciuto molto, soprattutto l’ultima scena, l’autore ha scelto un ottimo momento per chiudere la storia.
Mi piacerebbe molto leggere altro di Walter.
Che ne pensate? Lo avete letto? Vi piacerebbe un seguito? Giocate a scacchi?
Anche una tazza probabilmente sarà un regalo molto gradito. Che cosa c’è di meglio dell’accoppiata divano, libro, bevanda calda?
Anche di queste ne esistono di moltissimi tipi: per esempio quelle generiche sul mondo dei libri, quelle per un libro specifico e quelle con le citazioni.
Un’altra idea da non sottovalutare sono le coperte e i plaid. Potete scegliere quelle con le maniche che evitano il congelamento dovuto al dover tirare le mani da sotto le coperte per tenere in mano il libro, qualcosa di più classico ma sempre a tema, o se volete essere molto originali ci sono quelle come quella in foto con le copertine dei libri.
Se volete qualcosa di economicamente meno impegnativo, per qualche piccolo pensierino potete scegliere un segnalibro. Non andate sul banale, però. Ecco qualche idea.
Oggi il blog ospita il Review Party del libro: Innamorarsi a Virgin River di Robyn Carr , il secondo volume della serie di Virgin River. Quindi pronti per la recensione?
Prima di iniziare vi do qualche informazione interessante:
ieri è uscita la seconda stagione dell’omonima serie tv (la trovate su Netflix) tratta proprio da questo romanzo. Per l’occasione HarperCollins ha deciso di ripubblicare tutta la saga. Troverete il primo e il secondo volume in edicola il 10 dicembre, entrambi conterranno due storie ( La strada per Virgin River , Innamorarsi a Virgin River , I ponti per Virgin River e Le stagioni di Virgin River). I successivi usciranno ogni due mesi.
In: Innamorarsi a Virgin River
ci ritroviamo ancora una volta nelle bellissime atmosfere di questo paesino immerso nella natura, ma il focus della storia si sposta da Mel e Jack a Preacher e Paige, quest’ultima è una new entry a Virgin River, arriva in una piovosa sera autunnale insieme al suo bambino, spaventata, malconcia e in fuga dal marito violento. Il cuoco la ospita nella camera sopra il bar e potete immaginarvi il resto…
Il libro è moltoscorrevole e le storie degli abitanti, che si uniscono a quelle dei protagonisti, appassionanti (se vi piace questo genere).
Anche se c’è una nuova coppia l’autrice non perde d’occhio le strade 😛 che aveva aperto nel primo e quindi possiamo vedere l’evolversi delle relazione di Mel e Jack e ci saranno degli sviluppi anche in quella di Rick.
I personaggi sono un po’ stereotipati ma in questo tipo di storia funzionano e fanno affezionare il lettore.
Non mancano gli spiegoni per ricordarvi cosa è successo nel volume precedente perchè i libri sono pensati per essere degli stand alone (quindi auto conclusivi e che si possono leggere indipendentemente dai precedenti/successivi).
Quello che però dovete sapere se volete iniziare la serie è che è molto americana: con il suo culto per i soldati e dell’uomo che deve proteggere la sua donna. Un Romance classico.
Vengono trattati argomenti importanti come la violenza sulledonne, in modo corretto, ma un po’ superficiale, e le relazioni tra uomini e donne sono descritte in modo non so se definirlo maschilista ( è scritta da una donna) ma sicuramente datato per l’epoca in cui siamo, anche tenendo conto del genere del libro e del pubblico per cui è scritto.
Vi consiglio questa serie solo se vi piace molto il genere, e volete immergervi in una storia romantica, coinvolgente e leggera.
Lasciatemi un commento facendomi sapere se avete visto la serie e se state leggendo i libri? Vi piace questo genere?
Trovate le altre tappe del Party su: Romanticamente Fantasy, Tre gatte tra i libri, La Rapunzel dei libri
La vita invisibile di Addie LaRue è il nuovo libro di V.E. Schwab. In uscita oggi. Ecco la mia recensione.
Nel 1714, Adeline LaRue fa un patto con una creatura oscura, per poter essere libera. Ma che cosa significa libertà?
Come ci insegna Tremotino i patti hanno sempre un costo e vanno espressi in modo chiaro e preciso, e lei non l’ha fatto.
Si ritrova, quindi, a poter vivere per sempre, ma anche ad essere maledetta: nessuno si ricorderà più di lei una volta che non la avrà più davanti.
Questa storia ha un grande potenziale ma non è riuscita a convincermi del tutto.
Le cose positive sono:
una scrittura molto bella ed intensa, senza però risultare pesante.
un’idea iniziale molto interessante: le regole della maledizione di Addie e gli escamotage per evitarla sono ben ideate.
l’amore che traspare da ogni pagina per l’arte.
Quello che invece non mi ha convinta è il fatto che non succeda molto.
Il romanzo è ambientato in varie epoche temporali diverse, che possiamo etichettare come presente e passato, la prima è la parte che mi ha convinto di meno perché mi è sembrata solo una sfilza di appuntamenti (per quanto carini) che non mi hanno lasciato molto, mentre la seconda è più interessante per gli avvenimenti storici che racconta e le personalità artistiche che la protagonista incontra.
Addie è un personaggio interessante, che deve fare scelte difficili per andare avanti.
Il suo rapporto con Henry (non vi dico chi è per non fare spoiler, anche se è facilmente intuibile, e per non levarvi uno dei pochi “colpi di scena”) per me rimane superficiale, mentre quello con L’Oscuro è più caratterizzato e intrigante.
Il finale è un po’ banale ma l’ultimissima parte lo riscatta.
Questo romanzo è stata una lettura un altalenante, piacevole ma da cui mi aspettavo molto di più.
Sarà tra le vostre prossime letture? Vi ha già conquistato? Vi piacerebbe un seguito? Qual è il vostro personaggio preferito? Avete letto altro di suo?
La vita invisibile di Addie LaRue è il nuovo libro di V.E. Schwab. In uscita oggi. Ecco la mia recensione.
Nel 1714, Adeline LaRue fa un patto con una creatura oscura, per poter essere libera. Ma che cosa significa libertà?
Come ci insegna Tremotino i patti hanno sempre un costo e vanno espressi in modo chiaro e preciso, e lei non l’ha fatto.
Si ritrova, quindi, a poter vivere per sempre, ma anche ad essere maledetta: nessuno si ricorderà più di lei una volta che non la avrà più davanti.
Questa storia ha un grande potenziale ma non è riuscita a convincermi del tutto.
Le cose positive sono:
una scrittura molto bella ed intensa, senza però risultare pesante.
un’idea iniziale molto interessante: le regole della maledizione di Addie e gli escamotage per evitarla sono ben ideate.
l’amore che traspare da ogni pagina per l’arte.
Quello che invece non mi ha convinta è il fatto che non succeda molto.
Il romanzo è ambientato in varie epoche temporali diverse, che possiamo etichettare come presente e passato, la prima è la parte che mi ha convinto di meno perché mi è sembrata solo una sfilza di appuntamenti (per quanto carini) che non mi hanno lasciato molto, mentre la seconda è più interessante per gli avvenimenti storici che racconta e le personalità artistiche che la protagonista incontra.
Addie è un personaggio interessante, che deve fare scelte difficili per andare avanti.
Il suo rapporto con Henry (non vi dico chi è per non fare spoiler, anche se è facilmente intuibile, e per non levarvi uno dei pochi “colpi di scena”) per me rimane superficiale, mentre quello con L’Oscuro è più caratterizzato e intrigante.
Il finale è un po’ banale ma l’ultimissima parte lo riscatta.
Questo romanzo è stata una lettura un altalenante, piacevole ma da cui mi aspettavo molto di più.
Sarà tra le vostre prossime letture? Vi ha già conquistato? Vi piacerebbe un seguito? Qual è il vostro personaggio preferito? Avete letto altro di suo?
A Babbo Morto è il libro di Natale di Zerocalcare. Il secondo di questo 2020 (dopo Scheletri). Questa è la mia mini recensione.
Breve precisazione, come si evince dal titolo e dalla copertina, NON é una storia PER BAMBINI.
A Babbo Morto è più breve dei suoi altri libri, 80 pagine che però alternano tavole a colori (che nonostante i soggetti richiamano Il Natale) alle sue classiche strisce in bianco e nero che risultano, più cupe.
La colorazione dei disegni è stata affidata al bravissimo Alberto Madrigal, che si è occupato anche di quella della cover. Vi piace più la variant o la versione standard?
La storia del libro è raccontata come un fatto di cronaca, come se fosse un servizio del tg o un’inchiesta sul giornale: Babbo Natale è morto e questo porta alla luce le atroci condizioni in cui lavorano i folletti nelle sue fabbriche di giocattoli e innesca scioperi e lotte.
Nonostante il contesto fiabesco, gli elfi, le Befane, il Coniglietto Pasquale e i bastoncini di zucchero, è evidente che gli eventi che accadono nel libro sono basati su avvenimenti politico-sociali successi realmente e che la storia è una critica ad alcuni aspetti della società moderna.
L’unione di questi elementi così diversi, rende si, la storia divertente ma con una nota amara che mette il seme per riflessioni importanti e che può spingere il lettore ad informarsi se non capisce subito il riferimento.
Nonostante il volume ridotto, la storia ha una sua completezza (anche se comunque qualche pagina in più non mi sarebbe dispiaciuta) e un finale ben realizzato.
Mi è piaciuto molto e lo consiglio.
Del volume è stata realizzata anche la versione audiolibro, per Storytel, letta da Zerocalcare, Neri Marcorè e Caterina Guzzanti, sono curiosa di sentirla.
Lo avete già letto? Vi è piaciuto? Avete preferito altri suoi libri?
P.S. Se sapete sferruzzare la Bao ha reso disponibile lo schema per realizzare il disegno dell’Armadillo versione natalizia, per i vostri maglioni. Geniale!
Questa è la recensione del primo libro della saga di Enola Holmes: Il caso del marchese scomparso scritta da Nancy Springer. Da questo romanzo è stato tratto un film che trovate su Netflix, vi dico subito che le due storie sono abbastanza diverse.
Quella del film è più complessa e succedono più cose, mentre quella del libro si concentra più sul personaggio di Enola.
La trama del romanzo è abbastanza semplice:
Il giorno del compleanno di Enola sua madre scompare senza apparentemente lasciare tracce e lei vuole ritrovarla. In un primo momento non sapendo come gestire la cosa chiede aiuto ai suoi due fratelli: il famoso investigatoreSherlock Holmes e Mycroft, le cose però non si mettono bene per la ragazza perché quest’ultimo decide di metterla in collegio per fare di lei una docile signorina. Quindi non le rimane che fuggire. Sulla strada per la libertà però si imbatte in un altro caso da risolvere quello del rapimento di un giovane marchese.
I pregi di questo libro sono: di essere una storia breve, molto scorrevole, appassionate e divertente , molto adatta per i giovani lettori.
La Londra vittoriana è descritta bene, con i suoi bassifondi puzzolenti, i poveri per strada, il porto, i venditori, gli strilloni con i loro giornali e delinquenti e ladruncoli dietro ogni vicolo.
Enola è un personaggio interessante: sia fragile (come ci si aspetta da una persona della sua età) ma anche forte e molto intelligente, i suoi trucchetti e travestimenti mi hanno fatto fare molte risate.
Non ci credo che lo sto per dire, ma le aggiunte fatte nel film (anche se a volte sembrano un po’ esagerate) mi sono piaciute: Henola che sa combattere, il suo rapporto con la madre, i tanti messaggi femministi (che ci sono anche nel libro ma meno marcati) e il fattore politico dietro alla scomparsa del marchese.
Soprattutto la storia della sparizione del ragazzo la preferisco nel film, nella versione del romanzo è estremamente semplice.
Molto carino anche il finale. Sicuramente, leggerò anche i seguiti.
Di questa storia e delle successive esistono anche le graphic novel (di Serena Blasco) con disegni molto belli e dalle tinte acquerello.
P.S. vi svelo un segreto se avete preso il libro e non vi piace la cover con il poster del film, sotto ce ne è un’altra (molto carina e che si abbina a quelle dei seguiti).
Lo avete letto? Avete preferito il libro o il film? Continuerete a seguire le storie di Enola Holmes?
Oggi vi scrivo la recensione di: Eroi. Mostri e mortali, imprese e avventure di Stephen Fry.
Si tratta di un libro di mitologia greca che, come si evince dal titolo, racconta le avventure di grandi eroi, delle loro imprese e dei mostri che hanno sconfitto.
Conosceremo meglio Eracle e lo accompagneremo nel compimento delle sue 12 fatiche, partiremo con Giasone e gli altri eroi sull’Argo per trovare il Vello d’oro, assisteremo al tragico e sfortunato amore tra Orfeo ed Euridice ed entreremo nel labirinto costruito da Dedalo con Teseo, per sconfiggere il Minotauro.
Fry racconta gli episodi più classici delle storie ma aggiungendogli anche dei momenti meno conosciuti.
Molto scorrevole, con capitoli brevi e dialoghi divertenti lo scrittore rende appassionante ogni pagina, senza però trascurare l’accuratezza, si vede il grande studio delle fonti dietro la storia.
Nel libro ci sono dei riferimenti ad eventi accaduti in: Mythos, altro libro dell’autore che racconta la creazione del Mondo e degli dei, quindi cronologicamente precedente a: Eroi, ma che non impediscono di capire la storia se non lo si è letto.
I nomi da ricordare sono tantissimi, ma grazie al sapiente utilizzo del maiuscolo, delle note e alla grande ironia, la storia non ne risulta appesantita.
Una nota sulle note, Fry all’inizio del libro ci dice che non vanno lette per forza, ma fidatevi sono una salvezza perché fanno ricordare chi è chi e anche quando lo si è già incontrato, ma soprattutto con grande maestria evitano di far confondere questo personaggio con quello, cosa che ovviamente era capitata prima di leggerle.
Un libro veramente interessante e bene scritto, che mi ha conquistata.
La storia finisce prima delle Guerra di Troia, che verrà affrontata in un altro libro (ancora non tradotto in italiano).
Conoscevate Fry? Che ne pensate della mitologia? Che libri sull’argomento avete letto?